CRITICA

M.a Billa Bertesina

Sono passeggiate tra luoghi familiari, le mostre di acquerelli di Giorgio Marinoni. Scorci di paesaggio di una bellezza nota, sentieri più volte calpestati, pietre che abbiamo accarezzato per scoprirne il messaggio delle forme e del colore, cornici di alberi e nebbie che sfiorano tetti e fili d'erba. 

 Nelle sue creazioni si rivivono emozioni  quotidiane o legate a vissuti ormai sopiti. Le stagioni della nostra vita e della natura si fanno presente, trovano concretezza nella poesia dei tetti innevati, nella storia nascosta dei muri scrostati, nelle immagini mistiche delle chiese del santuario di Oropa.

Attraverso la scelta dei soggetti e delle tecniche pittoriche è possibile ripercorrere la crescita artistica di Giorgio. Alla ricerca di uno stile personale, nell'uso del pastello inizialmente si ispira ai disegni di Castaldi; è questo il momento in cui egli predilige ritratti caratteristici di Pollone, il paese in cui è nato e vive, e crea cartoline nelle quali la natura sembra volersi risvegliare. 

Giorgio scopre poi l'acquerello; subito gli appare la tecnica più congeniale e con il tratto sicuro delle pennellate rivisita, nei quadri tono-su-tono, atmosfere ovattate e silenzi invernali, che sono il suo tema preferito.  Lui è superbo nel ritrarre scorci della valle Elvo, pascoli, torrenti innevati, cascine e baite con tetti di pietra che sfumano nella nebbia, giochi di luci ed ombre che svelano forme a noi conosciute attraverso le quali prendono corpo la tenerezza dei ricordi e il mistero dell'anima.

Altrove i contrasti cromatici e le pennellate dense di colore sono una scelta di fedeltà al risveglio della natura o all'ultima fiammata di calore dell'autunno che incalza. Le baite, i prati, gli alberi, le pietre sono ritratti con immagini realistiche che nulla hanno del fotografico proprio per l'immediatezza comunicativa delle emozioni che le hanno originate. Tutto è espressione pittorica: la scelta delle inquadrature, l'equilibrio delle immagini, la ricerca attenta dei particolari. L'effetto è una riuscita armonia di forme, di colori, di tratti grafici che creano espressioni gradevoli e accattivanti e che confermano la conquista di uno stile squisitamente personale sia pur nella fedeltà al paesaggio.

 Artista? Pittore dilettante? Forse ogni etichetta risulta superflua e restrittiva per chi, come Giorgio Marinoni, con gusto naturale, riesce a trasformare il quotidiano e il consueto in un momento poetico che tocca ognuno di noi in particolare.

Mostra: "I SILENZI DELLA NEVE" - Sordevolo, dicembre 2019

Introduzione ai 4 temi: quando scende la neve; la neve e il sole; la neve e l'acqua; i notturni con neve.

"Lo sguardo si perde lontano nella nebbia,

intuisce alberi e cascine che si fondono col cielo grigio.

La neve scende delicata, recitando silenziose poesie."

 

"Ieri nevicava.

Oggi un vento gentile ha spazzato le nubi,

il cielo è tornato sereno.

Il sole gioca con la neve che ha coperto ogni cosa

e tutto è allegria."

 

"L'acqua disse alla neve:

"Qui non ti posi"." 

 

"Il silenzio è quasi assoluto,

rotto solo dal crepitio della neve gelata

sotto i miei passi

e dall'abbaiare di un cane lontano,

da qualche parte."

 

Giorgio Marinoni

 

BIELLA, SCORCI DI VITA URBANA - febbraio 2020

Maria Teresa Molineris

Dal silenzio delle nevi nella magia dei paesaggi di montagna, dove pare di sentire il chiocchiolio sommesso dei ruscelli fra il soffice candore delle rive, gli alberi spogli e le cascine silenziose che appena affiorano dalla distesa nevosa, il pittore Giorgio Marinoni è sceso tra le luci vivide delle strade di città dove è la pioggia, in questo caso, a creare suggestivi riflessi di colore che hanno cambiato la sua tradizionale produzione artistica.

Dalle montagne biellesi cantate nella loro delicata poesia di vita umana e agreste, alla città di Biella, ritratta nei suoi angoli più pittoreschi, con gli aspetti talvolta inattesi di uno snodarsi di vie più e meno note, spesso lastricate di pietre, cui la pioggia dona singolari riflessi di luce e di colore che a volte paiono rapiti alla più celebre città lagunare.

Il borgo del Piazzo, con gli archi delle case di piazza della Cisterna, scelti con la pioggia e con il sole, danno l'immagine di una tranquilla vita cittadina. E così le diverse vie della città di Biella, spesso colte in scorci insoliti da cui appaiono, appena sfuggenti, alcuni noti edifici della città o le vedute di antichi insediamenti industriali.

Le piazze infine, fatte intuire dall'artista con visioni nuove e sorprendenti, che sembrano custodire una loro storia segreta.

Tutto è luce e riservatezza nei numerosi acquerelli di Giorgio Marinoni che, come sempre, suggerisce nella sua arte un po' di sé stesso, e in buona parte un sicuro aspetto dello spirito biellese.

La città di Biella, ritratta da Marinoni, è nel suo complesso una città silenziosa e tranquilla, con i pochi personaggi che percorrono le vie, sostano nei caffè o si fermano davanti alle vetrine, anche se appaiono con decisione le immagini delle auto, in sosta, colorate, ai bordi delle strade o sulla via con i fari accesi.

Immancabile, negli acquerelli di Marinoni, realizzati con la tecnica artistica a cui da tempo egli dedica tutta la sua produzione, è la leggerezza, la ricerca di una gentilezza espressiva, sempre presente nei toni tranquilli dei suoi paesaggi, che ha un particolare fascino anche quando, come in questi ultimi soggetti, la sua tavolozza si accende di colore.

 

Gian Mario Tha

Le opere di Marinoni suscitano in me ogni volta grande emozione. Forse perché ci conosciamo da sempre e Giorgio è per me un caro amico prima ancora che un rispettato artista, o forse perché come me ama la sua terra natia, Pollone e il Biellese. O ancora perché con il suo tratto sa immortalare e rendere sublimi scorci del nostro splendido territorio come solo lo sguardo del pittore sa fare.

Così come i suoi illustri predecessori, Delleani, Bozzalla e Castaldi - per i quali ho avuto il piacere e l'onore di curare mostre ed esposizioni in passato - ci hanno regalato ritratti di figure tipiche del luogo e del tempo, anche Giorgio con la sua interpretazione artistica coglie la bellezza di ciò che quotidianamente ci circonda, riproponendola in chiave poetica seppur fedele alla realtà.

Curare le sue esposizioni è per me un onore nonché la possibilità di esaltare le sue opere, o quantomeno provare a farlo, con un lavoro "dietro le quinte" fatto di amore e dedizione per l'arte, tratto che ci accomuna indissolubilmente insieme ad un reciproco scambio di fiducia, ogni volta ampiamente ripagata.

 

 

  Opere in vetrina

Nebbia e sole alla Muanda
sul torrente Oremo
Baite alla Prera